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Le strategie europee di cooperazione

Già a conclusione dei Trattati di Roma (1957) venne sancita, tra le altre cose, 'importanza delle relazione dell'UE con altre aree geografiche del mondo. Il Trattato dell'UE prevede l'associazione con i cosiddetti "Paesi e territori d'Oltremare" (PTOM), cioè con ex-colonie dei paesi membri. Questi si distinguono in britannici (come le isole Falkland e Cayman), francesi (Polinesia francese e Nuova Caledonia), olandesi (Antille olandesi) e danesi (la Groenlandia).È del 1958 la Convezione di associazione della Comunità con i PTOM, che mirava alla creazione di un grande mercato economico a vantaggio sia dei Paesi beneficiari che degli Stati membri e istituiva il Fondo Europeo di Sviluppo (FES) che rimane il maggior strumento finanziario di cooperazione allo sviluppo dell'UE.
Tra le altre tappe della cooperazione ricordiamo il 1963 quando alla Convezione di Yaondù aderirono 18 Stati africani francofoni e successivamente 3 anglofoni:questa Convenzione aveva lo scopo di creare una zona di libero scambio, di introdurre sostegni tecnici e  finanziari (FES) e di istituire un dialogo formalizzato a livello governativo e parlamentare.
Bisognerà aspettare 12 anni ed arrivare al 1975 quando 46 paesi in via di sviluppo (PVS) tra cui molti del Commonwealth dell'Africa dei Caraibi e del pacifico (ACP) firmano la Convezione di Lomè che tra l'altro prevede forme di cooperazione finanziaria, culturale e sociale e introduce il concetto di cooperazione decentrata che permette agli attori locali, pubblici e privati, dei Paesi ACP di partecipare a progetti di cooperazione.
L'ultimo accordo in questo settore è del 2001 ed è la Convezione di Cotonou firmata da 77 Stati ACP per un periodo di venti anni.

La cooperazione con gli altri PVS
Fino agli anni '90 l'UE non aveva dato disposizioni precise sui rapporti di cooperazione con i paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia (PVS-ALA). In questo panorama dalla seconda metà degli anni '70, l'Unione ha progressivamente sviluppato una rete di partenariato non istituzionalizzati da specifici accordi con questi paesi. Solo con il regolamento 443/92 vengono sancite le modalità di cooperazione dell'UE con i PVS-ALA. Il Trattato di Maastricht del 1993 fissa la base giuridica per una politica di sviluppo dell'UE che coinvolge non solo i paesi ACP ma tutti i paesi in via di sviluppo.


Gli organismi della Cooperazione internazionale all'interno dell'UE

  • DG Relazioni Esterne, responsabile del partenariato euro-mediterraneo, della cooperazione con i Nuovi Stati Indipendenti, la Mongolia e con i Paesi in via di sviluppo. La direzione gestisce  i programmi Tacis, Ala e Meda.
  • DG Allargamento, responsabile delle relazioni con i PECO e del processo di allargamento in generale, gestisce il programma Phare.
  • DG Sviluppo, responsabile delle relazioni con i paesi ACP (Asia, Caraibi, Pacifico) e di tutte le strategie di sostegno a favore dei PVS, gestisce il Fondo per
  • i paesi ACP.
  • ECHO, ufficio della Commissione europea per l'Aiuto Umanitario, istituito nel 1992 per gestire gli aiuti umanitari d'emergenza.
  • BEI, Banca Europea degli Investimenti, eroga finanziamenti nel quadro degli accordi di cooperazione conclusi dall'UE.
  • Ufficio di cooperazione EuropeAid, istituito dalla Commissione il 1 gennaio 2001, gestisce i fondi nel quadro dell'assistenza esterna svolta dall'UE. Garantisce che gli aiuti comunitari  siano gestiti in modo efficace. L'obiettivo principale dell'ufficio di cooperazione EuropeAid sta nell'affrontare i "grandi mali" quali la povertà, i conflitti e l'instabilità, in qualunque parte del mondo si manifestino.

Siti:
Relazioni esterne Commissione europea
L'Unione Europea nel mondo
Politica di sviluppo
Diritti umani e democratizzazione
EuropeAid

 

Programma Asia Invest 2006-2007
Invito a presentare proposte

EuropeAid/122960/C/ACT/Multi

Scadenze: 06/10/2006 e 09/03/2007

Informazioni:
http://ec.europa.eu/comm/europeaid/cgi/frame12.pl

 Allegati:

Call_AsiaInvest.docInvito a presentare proposte
docum_AsiaInvest.zipDocumentazione
CorrigendumAsiaInvest.pdfErrata corrige
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